Da quattro giorni piove a dirotto.
L'aia è una vasca ricolma di fango.
Viene dal mare un vento gelato,
che avvolge, di asprigno
odore salmastro.
Il cuore ricorda...
"...nel fango passavano
sfollati cenciosi.
Il rombo degli aerei.
Lo stomaco stretto di fame.
Il pianto tedioso dei bimbi.
La carta oleata al posto dei vetri.
Sterpi bagnati invece di legna
che fumano e insozzano senza scaldare.
La paura che dava tremore,
gli scoppi, gli schianti, l'orrore
e la pioggia di morte"
Eppoi miracolosamente
la "guerra" è finita.
E tu credi la vita riaccesa,
di sera sorridi alle stelle,
qualche volta accompagni
nel canto i ragazzi,
perché - illusa - dici:
-la vita ha ancora equilibrio.-
Poi un giorno ritorna
la pioggia nel cuore,
e lo strazio è più forte
e avvilente, tutto tuo;
la guerra c'è solo per te
e senza possibilità di armistizio.
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