Delle pioppe, la più grande e solenne,
sempre in Romagna, è a fianco della casa
tra l’aia e la “cavedagna” che porta ai campi.
Dietro le gira il fosso che raccoglie
l’acqua piovana, dove in lunga fila
sguazzano allegre l’anitre da caccia
Accanto al tronco,all’ombra delle frasche,
una panca d’assi sconnessa, aspetta
l’obbligato ozio del nonno e il meriggiar
dei ragazzi placati finalmente.
E vanno e vengono le indisciplinate
gallinelle di razzolar mai sazie.
La sera di passerotti s’inzeppa
la gran verzura che pare un intero
borgo medievale in festa; e c’è ancora
schiamazzo, anche se da tempo suonata
è già “l’ora di notte”....
La massa enorme della pioppa è nera
nel buio della notte senza luna
ma ti protegge,non ti fa paura.
Quando è tempesta con il tuono a gara
rumoreggia, rompe l’onda del vento,
dell’acqua frena l’impeto irruente.
Sempre ferma, sicura, generosa
madre, per tutti quelli della grande,
bassa, distesa, casa di Romagna.
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