Ho sognato che Santo Apollinare
era passato, su dal colle ancora,
per riveder l’amata Frateria.
Si rallegrò, nel ritrovare a fianco
della bella Chiesa, il verde prato
e mosse con le babbucce bianche
affettuosamente le pratoline
e si difese con la mano il sole
per guardare meglio il mare.
Sorrise all’inseguirsi, a volo raso,
di due capinere tra una tuia
ed un cipresso nano, dove fra
i rami neri s’intravedevano
gli attenti occhi di un rosignolo,
“Niente male” pensò ”la Chiesa nuova,
ma quell’antica era un tesoro,
e il campanile era un gioiello!”
E si commosse al suono dell’Ave
perché ancora era “la Santa Maria”
a toccheggiare; la bella campana
fatta col bronzo sottratto a Giustiniano.
Candido di barba e di capelli,
alto stretto nel saio bianco
si aggirò lentamente, e scese un poco
sotto gli alberi, per vedere meglio
San Giovanni in Compito sull’Emilia
e se non c’era foschia, la sua abbazia
di Classe (la prediletta) annidata
tra i fitti pini presso il mare.
Era davvero ritornata la pace ?
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